6 LUOGHI DA NON PERDERE QUESTO AUTUNNO NELLA MAGICA PRIMORSKA SETTENTRIONALE

f: Jošt Gantar www.slovenia.info

 Molto vicina all’Italia, appena oltre il confine, c’è la Primorska settentrionale (Litorale sloveno settentrionale). Una regione caratterizzata da una natura rigogliosa, dove la dolce campagna si alterna a valli, monti e colline dal fascino vagamente selvaggio, con borghi deliziosi e monumenti storici maestosi. Qui si producono alcuni dei vini più pregiati della Slovenia ma si conserva anche la memoria di tragiche e fondamentali pagine della storia europea. E ora che la Goriška è tinta di mille sfumature d’autunno, è il momento ideale per andare a scoprirla… o per tornare a visitarla! In questo post, 6 luoghi da non perdere, dove rigenerarsi, divertirsi, imparare qualcosa, e dimenticare lo stress quotidiano.
Alex Štokelj, Invida d.o.o. www.slovenia.info

1. Nova Gorica

Ovviamente la visita non può che cominciare da qui. A Nova Gorica si respira l’atmosfera tipica delle città di frontiera: libere, ridenti di giorno e vivaci di sera, meticce. Per rendersene conto, basta fare un salto alla leggendaria stazione dei treni, che non è una meschina struttura iper-moderna, ma un edificio grandioso, costruito al crepuscolo dell’Impero austro-ungarico. Aggirarandosi per le sue sale viene spontaneo pensare al tempo che fu, quando Vienna era una capitale poliglotta e multietnica, e Trieste una delle grandi piazze mercantili del continente. Nella mente quasi risuona un valzer…

In Slovenia Nova Gorica è nota come la “città giardino”, e in effetti le zone verdi sono tantissime. Per guardare il panorama dall’alto non c’è niente di meglio che salire sulla collina del Monastero di Kostanjevica, un silenzioso edificio bianco risalente al XVII secolo e custode, nel giardino, degli ultimi esemplari di rose di Borbone d’Europa. Infine, per rilassarsi, mangiare bene e divertirsi ci sono ottimi ristoranti, i centri wellness e i casinò che hanno trasformato Nova Gorica nella Las Vegas della Mitteleuropa, e in una vera e propria capitale del divertimento (chiedetelo a quelli del Gruppo HIT, per esempio).

Eda Center, Nova Gorica

2. Kanal ob Soči

Una delle maggiori meraviglie naturali della Goriška è l’Isonzo, il “fiume di smeraldo”, come viene chiamato in Slovenia. Un fiume che è stato capace di ammaliare geni della scrittura come Giuseppe Ungaretti ed Ernest Hemingway, e che è anche il protagonista del paesaggio di centri come Kanal. A cavallo del fiume, le due sponde dell’alta forra sono congiunte da un ponte secolare (dal quale, per inciso, gli abitanti più temerari si tuffano in acqua d’estate). Qui sembra che il tempo si sia fermato, e perdendosi fra le stradine si respira l’atmosfera caratteristica dei piccoli borghi montani, contegnosa ma vivace, rilassata ma laboriosa. In autunno ammirare il contrasto fra i colori caldi delle foglie degli alberi con il gelo smeraldo del fiume, mentre nell’aria si diffonde il profumo delle stufe a legna, è uno spettacolo per i sensi!

f: Alan Kosmač, Sidarta d.o.o. www.slovenia.info

3. Kobarid

Nota come “Caporetto” in italiano, questo paese di poco più di 4mila anime ai piedi del monte Nero è circondato da colline verdeggianti, ricche di vita animale e vegetale. Anche qui il passaggio vitale dell’Isonzo conferisce selvaggia vitalità a un luogo altrimenti tranquillissimo. Ma la vera attrazione del paese è senz’altro il Kobariski Muzej, il Museo dedicato alla Grande Guerra, e in particolare alla tragica battaglia di Caporetto (di cui quest’anno si celebra il centenario). Vincitore del Prix du Musée du Conseil de l’Europe grazie all’imparzialità storica e al rispetto del suo allestimento, questo museo custodisce reperti e documenti di grande valore su una delle maggiori tragedie (e follie) della storia umana. Fotografie, lettere alle famiglie, mappe, documenti, oggetti personali appartenuti ai soldati di ogni nazionalità: testimonianze giunte sino a noi dai tragici anni della Grande Guerra. Un mostruoso macello che non va dimenticato, nè in Italia nè altrove.

Tomo Jeseničnik www.slovenia.info

Idrija

Incastonata tra boschi e monti, questa cittadina un tempo deteneva un record: la seconda miniera di mercurio più grande del mondo, scoperta alla fine del XV secolo. Oggi (per fortuna) nessuno si cala più nelle miniere a lavorare, però Idrija è ancora intrisa della sua storia mineraria: si possono visitare delle gallerie, le antiche fucine e la sede dell’amministrazione. In questa tipica cittadina di montagna si può assaggiare una prelibatezza della cucina slovena: gli idrijski žlikrofi, dei deliziosi ravioli con ripieno di patate, pancetta affumicata ed erba cipollina. E si possono ammirare i celebri merletti fatti dalle donne del posto, così belli che ogni anno Idrija ospita il Festival internazionale del merletto. Una tradizione che affonda le radici proprio nel passato minerario della città: le prime a farli furono le mogli dei minatori.

Tomo Jeseničnik www.slovenia.info

Goriška Brda

Il “Collio” è un po’ la Toscana della Slovenia. Una zona di colline sinuose, grandi vigneti e pendii verdeggianti costellati da borghi incantevoli, una bellezza dove viene voglia di restare. Un luogo che invita al relax, a dimenticare l’orologio, a lasciarsi guidare dal piacere di perdersi, esplorare e contemplare. Il clima mediterraneo la rende una pregiata zona vinicola, dove si producono ottimi vini bianchi (soprattutto secchi) ma pure degli eccellenti merlot e cabernet sauvignon. Qui abbondano le cantine e le aziende agricole dove fare una piacevole sosta per assaggiare i prodotti locali: vino, formaggi e affettati. Come la cantina Klet Brda, la più grande del Paese, che tratta esclusivamente le uve del Collio.

Boris Pretnar www.slovenia.info

Tolmin

Adagiata nell’alta valle dell’Isonzo, Tolmin è una cittadina alpina immersa nel verde e costeggiata dallo splendido Isonzo, in una zona abitata sin dai tempi più remoti. Non a caso nei dintorni di Tolmin sono stati recuperati importanti reperti archeologici, come le necropoli della cultura di Hallstatt, che popolò l’Europa centrale nell’Età del bronzo e agli inizi dell’Età del ferro. Più tardi la zona fu abitata dagli illiri, e grazie ai corsi d’acqua fu un importante snodo viario sin dai tempi dei romani. Oggi, Tolmin è una meta da non perdere per il suo centro storico genuino (dove assaggiare la cucina tradizionale, a cavallo fra i sapori alpini e quelli mediterranei), le bellezze naturali dei dintorni, degne di un quadro di Rubaldo Merello, e l’interessante museo sulla storia della città e dei dintorni, dalla preistoria fino alla storica rivolta contadina del 1713.

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