NOVA GORICA – UNO SCRIGNO DI MERAVIGLIE

Sono tante le cose da vedere e fare a Nova Gorica, oltre a passeggiare la bella Erjavčeva ulica, e godersi la pace e il silenzio del boschetto di pini nel cuore della cittadina. Gli appassionati di arte e storia hanno due mete d’obbligo. La prima è il Goriški muzej, a un paio di chilometri dal centro di Nova Gorica.

Nova Gorica, uno scrigno di meraviglie nel cuore verde d’Europa

Foto di Tomo Jeseničnik www.slovenia.info

Merita proprio di essere scoperta, Nova Gorica. Questa cittadina, a due passi (letteralmente) dal confine italiano, è prima di tutto un simbolo del XX secolo, e soprattutto l’altra metà di una storia secolare che ha visto in Gorizia (alias Gorica, Görz, Gurize) un crogiuolo di popoli, lingue, religioni ed etnie. Ancora, Nova Gorica è il cuore della Goriška, una delle regioni più ridenti della Slovenia, “cuore verde d’Europa”.

E se si scrive la parola Europa, non si può non pensare alla bella Piazza Europa, cioè Trg Evrope (ufficialmente Piazza della Transalpina); dove un tempo passava la frontiera, con filo spinato e controlli di polizia, oggi c’è un grande spazio pubblico che Gorizia e Nova Gorica condividono, e che d’estate è sede di concerti ed eventi culturali di ogni tipo.

Foto di Alex Štokelj, Invida d.o.o. www.slovenia.info

Centro urbano ricco di verde e di rose, Nova Gorica è chiamata dagli sloveni “città giardino”. Soprannome assai azzeccato, dato che la cittadina è famosa per i suoi larghi viali alberati, i suoi parchi, il suo clima mite quasi mediterraneo, le sue case da gioco e la fantastica natura che la circonda. Insomma, rappresenta un punto ideale per esplorare non solo la Goriška, ma tutto il paese.

Nume tutelare di Nova Gorica è Edvard Ravnikar, architetto sloveno che nel Dopoguerra guidò la costruzione della cittadina ispirandosi al razionalismo umanista di geni come Alvar Aalto e Le Corbusier. In effetti Nova Gorica è una città a misura di essere umano, funzionale, con un impianto a griglia assai efficiente. Sorta nel 1947, a differenza di molte città d’arte slovene vanta appena una manciata di edifici d’epoca. Uno di questi è la stazione ferroviaria di inizio Novecento, che rimanda a un’epoca affascinante ma perduta, quando la Slovenia faceva parte, al pari del Friuli-Venezia Giulia, dell’Impero austroungarico. Grazie alla stazione Gorizia (allora una sola città, ovviamernte) era collegata non solo a Vienna, ma a Praga, Monaco, persino Ostenda, e i borghesi della città potevano andarsi a bere il caffè a Trieste la mattina, e la birra a Graz nel pomeriggio.

foto di Luigi Rosa www.wikipedia.org

Si respira un’aria particolare, a Nova Gorica, simile a quella che si può trovare in città di mare di frontiera come Livorno e Nizza, o alpine come Bolzano e Chambéry. Un’atmosfera vitale e allegra, sottilmente anarchica, carica di suggestioni da mondi lontani, quasi effervescente. Come un profumo raffinato, che ha una nota di testa, una di cuore e una di coda, nell’aria di Nova Gorica si possono percepire i richiami seducenti dal Mediterraneo, gli echi dal Nord Europa, la sensualità dei Balcani e il fascino languido della Mitteleuropa.

Sono tante le cose da vedere e fare a Nova Gorica, oltre a passeggiare la bella Erjavčeva ulica, e godersi la pace e il silenzio del boschetto di pini nel cuore della cittadina. Gli appassionati di arte e storia hanno due mete d’obbligo. La prima è il Goriški muzej, a un paio di chilometri dal centro di Nova Gorica. Ospitato nel bianco Grad Kromberk, un suggestivo castello che potrebbe ricordare i castelli del Trentino e del Friuli, il museo vanta opere d’arte medievali e barocche, antichi reperti archeologici, dipinti moderni di artisti locali e regionali. Inoltre in caso di fame si può fare un salto al ristorante del castello, che offre una cucina eccellente, con piatti dalla Goriška e dalla Prekmurje.

foto di Biegi79 www.wikipedia.org

Un altro must per il turista a Nova Gorica è il celebre monastero di Kostanjevica, un convento sorto nel XVII come istituto carmelitano e poi rifondato dai francescani due secoli dopo. La sua biblioteca, di oltre 10mila volumi in ogni lingua (inclusa la prima grammatica slovena), è un vero e proprio tesoro culturale. E dato che il monastero sorge sulla cima di un colle, è doveroso regalarsi una generosa veduta della città, e del verde che l’attornia. Nella cripta della Chiesa dell’Annunciazione (dove si possono ammirare degli stucchi di pregio) sono custodite le spoglie degli ultimi Borbone di Francia, incluso Carlo X, che morì in vacanza a Gorizia nel 1836 dopo essere stato esiliato dal suo regno a causa della rivoluzione liberale del 1830, che portò al potere Luigi Filippo I, del ramo cadetto degli Orléans. Non a caso la cripta è chiamata dai monarchici francesi la “piccola Saint-Denis”.

Nel giardino del monastero si può ammirare poi una splendida collezione di rose di Borbone, una delle più grandi al mondo. Visitatela durante la fioritura, sarà un’esperienza esaltante! E nei pressi del monastero verdeggia il bosco Panovec, con moltissime specie arboree e una ricca fauna: paradiso degli appassionati di jogging e dei bird-watcher, il bosco è uno dei vanti di Nova Gorica! Affascinante poi l’orientaleggiante Villa Rafut, che si può avvistare a occhio nudo anche dal Castello di Gorizia: fu costruita a ridosso della Grande Guerra da un architetto goriziano, tal Antonio Lasciac, che aveva lavorato così bene in Egitto da essere nominato bey, dall’ultimo chedivè d’Egitto, Abbas Hilmi II. La villa, che ricorda un caravanserraglio, per ora è chiusa al pubblico, ma il governo sloveno sta muovendosi per il suo restauro.

Assai carino poi è l’antico borgo di Solkan, con le sue dimore signorili e soprattutto Villa Bartolomei, sede della ricca collezione storica del Goriški muzej; la Villa fu acquistata nel XVIII secolo dai Bartolomei, ricca famiglia originaria del Trentino, che la possedette sino al secondo dopoguerra, quando fu nazionalizzata dallo Stato.

Una delle cose fantastiche di Nova Gorica, e della Slovenia in generale, è che ogni posto può essere raggiunto molto rapidamente. È il caso del ponte ferroviario di Solkan, inaugurato nel 1906 (quindi quando c’era ancora l’Austro-Ungheria), famoso per l’arcata in pietra più lunga del continente europeo. Il ponte sovrasta l’Isonzo, il fiume dalle acque color smeraldo che è uno degli spettacoli più splendidi del mondo, e che nel corso dei secoli ha ispirato grandi poeti e scrittori come Giuseppe Ungaretti ed Ernest Hemingway.

foto di Mirko Bijuklič www.slovenia.info

Il ponte, a sua volta, è sovrastato dal verde Sveta Gora (Monte Santo). È una tragica ironia della storia che in questo colle di quasi 700 metri, dove si combatterono aspre battaglie durante la Grande Guerra, sorga un monastero tra i più amati della Slovenia, con un santuario mariano meta di pellegrinaggi da ogni angolo d’Europa. Due cose, poi, da vedere: la piccola ma interessante collezione di cimeli della Grande Guerra esposta in alcune sale del monastero, e la magnifica vista che si gode dal piazzale del monastero, compreso il Monte Sabotino e il Goriška Brda.

E a proposito del Goriška Brda c’è tanto da vedere in questo verde angolino di Mitteleuropa, dove trionfa la coltivazione della vite e un rapporto profondamente armonioso tra esseri umani e natura. Per esempio, c’è Dobrovo, borgo di poche centinaia di abitanti famoso per il suo Castello ricco di storia e arte; Medana, che deve la sua fama al poeta Alojz Gradnik (che nel 1954 curò l’edizione slovena del Canzoniere di Petrarca); Šmartno, che è un amore di villaggio, e fa pensare alla Toscana. Insomma, una vacanza a Nova Goriza e dintorni è un modo per rigenerarsi e rilassarsi in uno dei luoghi più belli della Mitteleuropa.

foto di ZTKMŠ Brda archive www.slovenia.info

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