Zgodbe iz Slovenije

Un castello ammantato di storia, il guardiano del lago di Bled

17.11.2021
Fonte: www.slovenia.info, foto di Mirko Kunšič

di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio

Se esistesse un campionato mondiale dei luoghi più affascinanti della terra in inverno, il lago di Bled si classificherebbe senz’altro ai primi posti. È difficile non rimanere incantati dal fascino quasi fiabesco di questa località, con uno specchio d’acqua che nei mesi invernali sembra a tal punto magico da congelare il tempo, e così potente da mozzarci il respiro. Ad appena un’ora e mezza da Trieste, Bled in estate attira viaggiatori da tutta Europa.

D’inverno però, nel silenzio ovattato della natura slovena, solo i viaggiatori in cerca di vere emozioni si accostano a esso. È così bello da far venire voglia di scrivere poesie, o da portarci la persona amata. Millenni fa era un ghiacciaio, oggi è uno dei simboli della Slovenia. E a guardia di questo lago straordinario c’è l’omonimo castello, una costruzione veneranda che ha tutto il carisma e il magnetismo di un maniero da saga medievale.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Franci Ferjan

Non c’è bisogno di essere un bardo o un amante del fantasy per innamorarsi del Castello di Bled: arroccato in cima all’unico sperone di roccia sulle sponde del lago, il Blejski grad si staglia nel cielo sloveno da oltre mille anni. Dall’alto delle sue massicce mura si apre una delle migliori viste del lago che si possano ammirare, non a caso fu proprio quello il panorama che il poeta e scrittore France Prešeren, il Dante Alighieri sloveno, definì l’immagine stessa del Paradiso.

Il documento più antico che menziona il Castello di Bled risale al 1004, anche se il maniero esisteva da molto prima. E, come non potrebbe essere altrimenti, nei suoi oltre mille anni di esistenza il grad ne ha passate davvero delle belle. È stato costruito, rinforzato, ingrandito, danneggiato da terremoti, incendi, assalti, battaglie e rivolte di folle inferocite; è stato comprato, venduto e conquistato, e col tempo è diventato anche lo scenario di leggende tramandate attraverso i secoli. Insomma, il Blejski grad ha una storia affascinante alle spalle.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Mirko Kunšič

Può sembrare strano, ad esempio, ma per molto tempo esso legò quest’area della Slovenia con Bressanone, in Alto Adige. Proprio il succitato documento del 1004, infatti, mostra che il maniero fu donato alla diocesi di Bressanone, al tempo guidata dal vescovo Albuino, dall’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico II il Santo. Un dono al quale, pochi anni dopo, l’imperatore aggiunse anche terre per la dimensione di “trenta fattorie reali” nelle vicinanze del castello.

Tanta generosità non era dovuta a una semplice simpatia verso il potente Albuino: l’imperatore intendeva ringraziarlo — e premiarlo — per la lealtà dimostrata dall’ecclesiastico, che l’aveva sostenuto nei suoi sforzi per consolidare il proprio potere e la tenuta dell’impero. Tuttavia, dato che il castello era molto lontano da Bressanone, i vescovi preferirono sempre delegarne la gestione, insieme a quella delle terre annesse, a dei signori locali, che amministravano il tutto in puro stile feudale.

L’incoronazione di Enrico II in una miniatura coeva

Uno di questi amministratori fu Herbart von Auersperg di Turjak, famoso nella storia slovena per le sue molte battaglie contro le incursioni ottomane che periodicamente sconvolgevano questa parte d’Europa. E proprio un altro dei signorotti che ebbe in gestione il castello a inizio del XVI secolo è fra i protagonisti della leggenda più famosa ambientata nel maniero. Si tratta di Hartman Kreigh, che insieme alla moglie Poliksena governava sul grad col pugno di ferro, sfruttando i contadini senza alcun pudore.

Un giorno Hartman non fece ritorno al castello, vittima (così si racconta) di banditi che dopo averlo derubato lo uccisero e gettarono nel lago. Poliksena diede ordine alla fonderia del castello di usare tutti i suoi gioielli e il suo oro per farne una campana in onore di suo marito. Voleva donarla alla chiesa sull’isolotto di Bled, ma la barca che la trasportava affondò a causa di una tempesta e la campana finì sul fondo del lago. Ancora più affranta, Poliksena partì per Roma, si fece suora e visse in un convento per il resto dei suoi anni.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Dean Dubokovič

Si racconta che ancora oggi, nelle notti senza luna, Bled risuoni dei rintocchi della campana che giace sul fondo del lago da quella fatidica tempesta. Ma, leggende a parte, il modo migliore per scoprire la storia del Castello di Bled è visitare il maniero e il suo museo, che con un’interessantissima mostra temporanea conduce attraverso un viaggio nel tempo straordinario.

Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né di contenuti terzi.

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