Zgodbe iz Slovenije

Al passo Vršič tra paesaggi da sogno, storia e spettacoli naturali

06.07.2020
Fonte: www.slovenia.info, foto di Dražen Štader

di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio

L’estate è arrivata, ma tra precauzioni post-lockdown, stress da rientro al lavoro, afa e calura, sembra impossibile godere della bellezza di questa stagione. Per fortuna ci si può sempre concedere una vacanza, o per lo meno una gita, in montagna, al fresco, dov’è possibile dimenticare ansie e misure di distanziamento sociale, dato che di gente ce n’è davvero poca.

Fra le destinazioni perfette ci sono le Alpi Giulie, rinomate in tutta la Mitteleuropa per la loro natura incontaminata e i panorami mozzafiato che offrono ai viaggiatori e alle viaggiatrici che vanno a scoprirle. E di certo, uno dei gioielli più preziosi delle Alpi Giulie è il passo Vršič, che con i suoi 1.611 metri è il più alto della Slovenia. Raggiungere passo Vršič significa vedere paesaggi mozzafiato e spettacoli naturali ammantati da leggende, ma anche camminare attraverso la storia.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Iztok Medja

Un tempo infatti, questo passo era la via attraverso la quale gli abitanti della splendida Valle del Trenta raggiungevano Kranjska Gora o Villach, magari per andare dal medico o fare acquisti. Era anche frequentata dai pastori dell’alta Valle del Sava per condurre le greggi sul versante della valle del Trenta. Inutile dire che per secoli il passo fu accessibile solo a piedi e con carri trainati da bestiame, e che nei mesi invernali era intransitabile a causa delle nevicate.

Fu solo agli inizi del Novecento che cominciarono i lavori per costruire una strada vera a prorpria, specialmente per il trasporto del legname. Ma, tragicamente, fu durante la Grande Guerra che i lavori conobbero un’autentica accelerazione. Il passo era infatti strategico per i rifornimenti delle truppe austriache dispiegate lungo il fronte isontino, e in effetti per un breve periodo la nuova strada attraverso passo Vršič fu dedicata all’arciduca Eugenio d’Asburgo-Teschen.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Iztok Noč

Oggi, quella che è una delle strade panoramiche più bella di tutta la Slovenia è nota soprattutto come Ruska cesta, ossia Strada russa. Furono infatti migliaia di prigionieri di guerra russi a costruirla, appunto, nei primissimi anni della Grande Guerra. E in effetti, proprio nei pressi del passo vale la pena di visitare la splendida Cappella Russa, innalzata nel 1917 dai prigionieri russi in ricordo dei commilitoni rimasti uccisi durante i lavori.

Il passo Vršič è raggiungibile da Kranjska Gora attraverso una strada con ben 50 tornanti, 24 dei quali si aprono appunto su Kranjska Gora e 26 sul versante della Valle del Trenta. Una volta arrivati, ci si può rilassare godendosi il panorama e rifocillandosi presso uno dei rifugi operativi nei dintorni, ad altezze comprese approssimativamente tra i 1.500 e i 1.700 metri.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Marko Šinkovec

E naturalmente si può anche partire per delle escursioni in alta quota verso i picchi più belli delle vicinanze. Ad esempio Mala Mojstrovka, noto come Moistrocca in italiano, un massiccio composto da tre cime di cui la più alta raggiunge quota 2.372 metri. Poi ci sono anche il Planja (2.453 metri), il Prisojnik, alias monte Prisani in italiano, la cui vetta è a 2.547 metri e che è apprezzatissimo dagli amanti delle vie ferrate. E naturalmente c’è anche il monte Razor, che dalla sua cima, a 2.601 metri, offre un’incredibile vista panoramica sulle cime circostanti.

È sulla parete del monte Prisojnik che, dalla strada verso il passo Vršič, si può vedere uno spettacolo naturale ammantato da leggende. Si tratta della Ajdovska deklica, la Fanciulla pagana: una forma rocciosa che ricorda il volto di una ragazza, e che si può ammirare al meglio dal monte panoramico vicino al rifugio Poštarska koča di Vršič. Secondo la leggenda, un tempo una giovane profetizzò al figlio di un cacciatore che sarebbe riuscito a uccidere il camoscio dalle corna d’oro del monte Triglav, il mitico Zlatorog.

Fonte: www.slovenia.info, foto di Iztok Noč

Ma con questo vaticinio la profetessa fece a tal punto adirare le donne dei monti vicini che venne trasformata in roccia da queste, e il suo viso rimase impresso nella parete del Prisojnik. Sempre sulla stessa montagna si può vedere un altro spettacolo naturale, la cosiddetta Finestra. Si tratta di un foro ovale alto un’ottantina di metri e largo circa quaranta, che attraversa letteralmente la montagna. Si è formato per un collasso, moltissimo tempo fa, e poi si è espanso a causa degli agenti atmosferici.

La Finestra si può vedere anche dalla strada verso passo Vršič, ma se dal passo si segue il crinale verso la cima del monte Prisojnik, il sentiero ci passa proprio di fronte, e così si può anche guardare la valle attraverso di essa. Passo Vršič è davvero una meta speciale, un luogo da raggiungere anche “solo” per prendersi la giornata per ammirare dei paesaggi mozzafiato respirando a pieni polmoni l’aria pulita dell’alta montagna. L’unica domanda è… quando si parte?

Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né di contenuti terzi.

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