
di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio
Kranj è una città che sembra vivere in equilibrio perfetto tra natura e cultura: circondata dalle Alpi, da boschi e da fiumi, ma con un centro storico che custodisce un grande passato, invenzioni e personaggi che hanno lasciato un segno. È una meta che si scopre lentamente, passeggiando fra strade medievali e scorci sulle montagne, e che in estate offre un motivo in più per essere visitata: il Kranj Foto Fest, la rassegna fotografica che trasforma la città in un grande palcoscenico visivo.
Il festival, che si svolge dal 26 agosto al 27 settembre in vari spazi della città, anche all’aria aperta, è un invito a guardare Kranj con occhi diversi. Le mostre diffuse, le installazioni e gli incontri con fotografi internazionali creano un percorso che si intreccia con la città stessa: ogni location diventa parte dell’esperienza, ogni immagine dialoga con l’architettura, con la luce che cambia durante il giorno, con il ritmo della vita locale. È un’occasione perfetta per chi ama la fotografia, certo, ma anche per chi cerca un viaggio che unisca creatività e scoperta.

Visitare Kranj durante il Foto Fest significa anche entrare in contatto con una tradizione che qui affonda radici profonde. Non è un caso che la città sia considerata la “capitale delle Alpi slovene” e, allo stesso tempo, un luogo simbolico per la storia della fotografia. Proprio a Kranj, nel 1814, nacque infatti Janez Puhar, figura straordinaria ma non tanto conosciuta fuori dalla Slovenia: fotografo, sperimentatore, inventore. A lui si deve la tecnica della fotografia su vetro, un procedimento rivoluzionario per l’epoca, che gli valse riconoscimenti internazionali e lo collocò tra i pionieri europei dell’immagine.
La sua biografia è affascinante: Puhar non fu soltanto un tecnico brillante, ma anche un uomo animato da una curiosità inesauribile. Lavorò come sacerdote, viaggiò, studiò chimica e fisica, e trasformò la sua passione per la luce in un metodo che anticipò sviluppi successivi della fotografia. Le sue opere, delicate e quasi sospese, raccontano un modo diverso di guardare il mondo, fatto di pazienza, intuizione e artigianalità.

Si entrare davvero nel suo universo visitando lo Studio dell’Inventore Puhar, una piccola gemma museale che merita assolutamente una tappa. Qui si possono vedere da vicino le sue fotografie su vetro, gli strumenti che utilizzava, i documenti che testimoniano la sua ricerca. È un luogo raccolto, quasi intimo, che permette di comprendere quanto la storia della fotografia sia fatta anche di figure come la sua: visionarie, ostinate, capaci di trasformare un’idea in un’invenzione.
E sarà proprio questo intreccio tra passato e presente, tra l’eredità di Puhar e la vitalità del Foto Fest, a rendere Kranj una destinazione speciale tra il 26 agosto e il 27 settembre. La città offre un viaggio nella fotografia che non è solo contemplazione, ma esperienza: si cammina tra mostre contemporanee e si scopre l’uomo che, quasi due secoli fa, ha aperto la strada a tutto questo. E nel frattempo si gode di una città accogliente, elegante, circondata da montagne che sembrano vigilare silenziose.

In definitiva, Kranj è una meta che parla agli occhi e alla mente. Il festival è il pretesto perfetto per partire, ma è la città — con la sua storia, la sua atmosfera e il suo legame profondo con l’immagine — a lasciare il segno. Un viaggio d’estate che unisce cultura, natura e un pizzico di magia fotografica: difficile chiedere di più.

Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né di contenuti terzi.
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