di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio
La Slovenia è da sempre una terra di dualismi, di identità apparentemente opposte e al contempo interconnesse. La Slovenia è urbana e rurale, letteraria e popolare, alpina e mediterranea. Ecco perché, e lo si capisce appena ci si arriva, vanta una cultura così ricca e vivace. Ed ecco perché, quando si viaggia per scoprirla e conoscerla, si avverte la complessità di questo paese. Che magari sulle mappe geografiche appare piccolo, ma in realtà si sviluppa in dimensioni simili a fiumi carsici, nascoste alla vista ma non per questo meno vitali.
Infatti a chiunque voglia cercare di conoscere almeno un po’ nel profondo la Slovenia e la sua storia, consiglio sempre di guardare anche oltre le mete più note, come Lubiana e Bled. Sia chiaro, la capitale è una città elegante e accogliente, con tantissimo da offrire anche ai suoi visitatori, e il lago di Bled è una visione da sogno sempre, in primavera e in inverno, nei giorni di pioggia e quando splende il sole. Ma basta allontanarsi di poco dalle rotte più battute per imbattersi in una delle moltissime gemme che costellano la Slovenia e ne conservano il carattere più autentico e prezioso per chi vuole addentrarsi un po’ oltre la superficie.
Per una giornata di questo genere consiglio un’idea di viaggio semplicissima da organizzare, verso destinazioni che da Lubiana si raggiungono in pochi minuti di macchina. La prima è Ivančna Gorica, un delizioso borgo immerso nel verde, fra colline e montagne, dove il turismo di massa non esiste e dove si respira un’atmosfera di tranquilla operosità. L’agricoltura qui è l’attività principale, in moltissime declinazioni, dalla viticoltura all’apicoltura. Esatto, in quanto comune della regione nota come Bassa Carniola, Ivančna Gorica vanta una gloriosa tradizione di apicoltura incentrata naturalmente sulla Kranjska sivka, l’ape della Carniola autoctona della Slovenia.
Da non perdere a pochi minuti da Ivančna Gorica, infatti, è la Casa dell’ape della Carniola di Višnja Gora, un paesino incastonato fra prati e boschi verdissimi, dove si può scoprire la storia di questa specie autoctona di ape, ma soprattutto della tradizione dell’allevamento delle api e della produzione di miele, che in Slovenia ha radici millenarie. La sua esposizione è ricca di contenuti multimediali e altamente interattiva, il che la rende perfetta anche per chi arriva con piccoli viaggiatori al seguito. Nel suo caffè si possono ricaricare le batterie con degli ottimi dolci e, volendo, si può pure alloggiare nelle sue confortevoli stanze realizzate prevalentemente in materiali naturali, a cominciare dal legno.
Vicinissimo a Ivančna Gorica c’è poi il paesino di Muljava, delizioso borgo di campagna circondato da un paesaggio dolce, di colline e prati costellati di boschetti e luogo di nascita di Josip Jurčič, un celebre scrittore e giornalista sloveno del XIX secolo, la cui casa natale tra l’altro è stata adibita a museo. Ma c’è anche un altro museo che vale la pena di visitare a Muljava, il Šolski muzej, il Museo sulla scuola allestito in una parte dell’edificio che ospita davvero la scuola di Muljava per raccontare l’evoluzione dell’istruzione nell’attuale Slovenia in tre epoche diverse, dalla dominazione austro-ungarica alla Repubblica federale di Jugoslavia, passando per il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.
Il Museo sulla scuola è in qualche modo anche una testimonianza del duro passato che noi europei condividiamo. Perché al suo interno, tra gli allestimenti che illustrano come si svolgevano le lezioni nelle varie epoche, si trovano anche alcuni libri e registri salvati dalla vecchia sede della scuola di Muljava, che rimase distrutta in un pesante attacco durante la Seconda guerra mondiale. E anche perché l’idea di allestire questa mostra è stata di una preside e numerosi insegnanti, che hanno voluto ricreare l’atmosfera che si respirava in un’aula scolastica quando l’avvento di internet e degli smartphone era impensabile, e quando nemmeno il riscaldamento centralizzato era ancora una realtà. È una visita commovente, che fa sorridere i viaggiatori un po’ più maturi con i ricordi di quando erano piccoli e andavano a scuola (magari non sempre volentieri).
Infine, la giornata non può prescindere da una visita a Castello Bogenšperk, lo splendido maniero a pochi minuti di macchina, vicino al borgo di Šmartno pri Litiji, che annovera un personaggio davvero illustre fra i suoi molteplici proprietari: Johann Weichart Valvasor, fine studioso e precursore degli studi sul carsismo, autore dell’opera monumentale “La Gloria del Ducato di Carniola”. Proprio a lui, una delle menti più brillanti che la storia slovena possa vantare, è dedicato il museo allestito all’interno del castello, dove si possono ammirare vari documenti originali e le stanze che aveva adibito a suo studio e, persino, a tipografia.
Dopo una giornata trascorsa fra questi immersi nel verde e nella quiete, ma non per questo meno ricchi di sorprese della capitale, si avrà l’appagante sensazione di aver davvero conosciuto, almeno un po’, la Slovenia più autentica. E una cena a base delle deliziose specialità della tradizione, accompagnata da un bicchiere di buon vino del Carso, o magari del Podravje, non potrà che esserne una degna conclusione.
Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè di contenuti terzi.
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