Zgodbe iz Slovenije

L’incanto della Benečija a Pasqua, un tripudio di colori e tradizione

24.03.2025
Parco Naturale delle Prealpi Giulie. Fonte: https://www.benecija.eu/it, foto di Marco Di Lenardo

di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio

Se si visita la Benečija nelle settimane prima di Pasqua ci si imbatte in una delle molte tradizioni che dimostrano quanto questa parte del Friuli Venezia Giulia sia il risultato di una commistione secolare fra le genti di montagna delle attuali Italia e Slovenia. Che per secoli hanno attraversato valli e passi alpini per commerciare, cercare lavoro e fortuna altrove, talvolta anche rifarsi una vita, considerando proprio le cime delle montagne come le loro uniche frontiere.

Sto parlando della tradizione delle pierhe, le uova di Pasqua deliziosamente decorate con splendidi motivi e colori, molto simile a quella che si trova anche in moltissime parti della Slovenia. Nel periodo della Quaresima la Benečija si riempie di colori grazie alle pierhe, la cui decorazione si basa su una tecnica molto più complessa di quanto possa sembrare. E, come spesso accade in questa parte dell’estremo nordest italiano, si trovano specificità particolari anche tra una valle e l’altra!

Fonte: https://www.benecija.eu/, foto di Davide Degano

Ad esempio, tra le pierhe più celebri della Benečija ci sono quelle di Tercimonte, noto in sloveno come Tarčmun. Questo remoto borgo di montagna, circondato da fitti boschi e splendidi paesaggi, è considerato fra i luoghi più belli, a livello panoramico, delle valli del Natisone. Qui, per realizzare le pierhe, le uova vengono bollite a lungo nel colore e poi, una volta raffreddatesi, le decorazioni sono realizzate mediante incisione, soprattutto con motivi floreali e rappresentazioni di animali.

Proprio in questo paesino di montagna, fra l’altro, si trova un esempio della commistione a cui ho accennato prima: nel 1863 qui nacque Ivan Trinko, sacerdote e studioso, autore di un’importante grammatica della lingua slovena per le scuole e traduttore di numerose opere in sloveno, ceco, serbo e altre lingue slave, di cui voleva favorire la diffusione. E il Museo etnografico nazionale di Lubiana conserva ancora le pierhe realizzate proprio a Tercimonte, che Trinko donò all’istituzione nel 1906.

Foto di Raffaele Paolini per “Guidàti nella Meraviglia” in occasione di “Atmosfere di Pasqua nelle Valli del Natisone”

Talvolta le uova erano usate per ripagare i bambini dell’aiuto nei campi, altre volte se le scambiavano gli innamorati come piccolo pegno d’amore. D’altra parte ciò che ora può sembrare qualcosa di assolutamente scontato (trovare uova di cioccolato di ogni misura avvolte in carta coloratissima e sgargiante) per lunghissimo tempo è stato impensabile, e realizzare le pierhe richiedeva, oltre alla perizia nel disegno, un grande lavoro a monte, per creare i colori. In fondo non si poteva certo andare al supermercato ad acquistarli…

Per ricavare il giallo, ad esempio, si ricorreva a bucce di cipolla, cumino, zafferano, fiori di camomilla e primule; per il marrone si potevano usare, di nuovo, le bucce di cipolla gialla e rossa ma pure un pizzico di (pregiatissimo) caffè; il rosso invece si estraeva dal succo di rape rosse, il verde da spinaci, ortiche, edera e persino corteccia di frassino o gemme di noce. Insomma, non è difficile capire quanta dedizione richiedesse ogni uovo decorato e perché le pierhe fossero un dono tanto apprezzato.

Foto di Raffaele Paolini per “Guidàti nella Meraviglia” in occasione di “Atmosfere di Pasqua nelle Valli del Natisone”

Ecco insomma un esempio di quel ricco patrimonio di tradizioni che rende la Benečija una meta di viaggio così preziosa. Basti pensare che le tradizioni del periodo della Pasqua sono state anche al centro di un itinerario ad hoc all’interno del programma “Guidàti nella meraviglia”, intitolato “Atmosfere di Pasqua nelle Valli del Natisone”. Che ha accompagnato i visitatori a scoprire delle vere e proprie gemme sparse per le Valli del Natisone, come il Museo di paesaggi e narrazioni di San Pietro al Natisone e la Chiesetta di San Bartolomeo del paesino di Vernasso (o Barnas), che custodisce un magnifico ciclo di affreschi del Cinquecento, ed è stata aperta espressamente per l’occasione.

Ed ecco una ragione in più per visitare la Benečija in questo periodo, per cogliere l’opportunità di vederla più colorata che mai grazie alle prime fioriture primaverili e alle bellissime pierhe che riempiranno ogni luogo di disegni armoniosi e tenerezza. Senza dimenticare i dolci e i piatti tipici della Pasqua, naturalmente, che renderanno le giornate trascorse nella Benečija ancora più speciali.

Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né di contenuti terzi.

Naložbo sofinancirata Republika Slovenija in Evropska unija iz Evropskega sklada za regionalni razvoj v okviru Vavčerja za digitalni marketing za projekt spletna stran, spletna trgovina, rezervacijska platforma ter mobilna aplikacija.